Difficilmente quando si soffre, si ha la capacità di volgere l'energia all'interno e di smettere di giustificare la sofferenza come la naturale conseguenza della realtà che ci circonda.
Infatti, il vederci come al centro degli eventi in modo attivo e auto determinante, in grado cioè di agire consapevolmente sulle circostanze così come su noi stessi, non appartiene quasi mai al nostro modo di pensare.
Però, solo grazie a questa attitudine, espressione della nostra libertà di scelta, ci assumiamo attivamente la responsabilità dell'andamento della nostra vita.
Corrispondiamo cioè al principio fondamentale della Natura: si raccoglie quello che si semina ogni giorno e si è seminato in passato.
Siamo, infatti, il frutto di quello che pensiamo e delle conseguenti azioni attuate.
A fronte di questa conoscenza, da cosa deriva la sofferenza?
Dalla nostra libera scelta di soffrire.
Soltanto i nostri pensieri pesanti (legati cioè unicamente alla frequenza vibrazionale della materia e non a quella spirituale : in parole semplici ... il mio benessere fisico e materiale innanzi a tutto, anche a spese degli altri) e le conseguenti azioni ad essi collegate, ci possono ostacolare.
Allo stesso modo ci può incatenare a doppia mandata la volontà a perseguire le mille aspettative e i desideri di una mente non al servizio del cuore.
A volte è bene fermarsi un attimo ad osservarsi, prima di scorgere con forsennata oculatezza la pagliuzza negli occhi di chi ci è vicino.
Nessun commento:
Posta un commento