Ho appena terminato la lettura del volume di Marina Viola: "Il volo del tacchino".
L'autrice racconta la sua esperienza a fianco del figlio autistico mettendo in luce i sacrifici, le difficoltà, le emozioni, ma anche la bellezza e la forza di un legame d'amore che trascende la normalità per aprire nuove prospettive di osservazione e stabilire differenti priorità.
Mi ha particolarmente colpito la scrittura diretta e, a tratti ironica, dell'autrice che descrive con trasparenza pensieri, riflessioni e stati d'animo.
Dopo ben 27 anni di vita in simbiosi con il figlio, la famiglia sceglie di lasciarlo libero di trovare una propria autonomia in una casa per autistici adulti a basso funzionamento: una scelta faticosissima e generatrice di dubbi, sensi di colpa, paure...
Come scrive Elio (de Le Storie Tese) nella prefazione, il superpotere di Marina è la sua capacità di razionalizzare la realtà per quanto dura possa essere, senza mai perdere di vista l'obiettivo: l'autonomia e l'indipendenza dei propri figli, per quanto possibile, come chiave per una vita degna di essere vissuta.






